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PERCHÉ LA CONSIGLIAMO
Lo stigma legato alla sofferenza psichica non colpisce soltanto chi riceve una diagnosi.
Può raggiungere anche la famiglia, fino a farci interiorizzare vergogna, giudizi e stereotipi che arrivano dall'esterno.
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CHE COSA HANNO CERCATO DI CAPIRE?
I ricercatori hanno coinvolto 508 caregiver italiani di persone con disturbi mentali, reclutati attraverso associazioni familiari nazionali e regionali.
È il primo studio nazionale italiano dedicato specificamente allo stigma affiliativo, cioè all'interiorizzazione da parte dei familiari dello stigma sociale associato al disturbo mentale della persona di cui si prendono cura.
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CHE COSA HANNO SCOPERTO?
I caregiver hanno riportato livelli moderati di stigma affiliativo.
Nello studio, livelli maggiori di stigma risultavano associati, tra gli altri fattori, a solitudine, sofferenza psicologica e maggiore carico assistenziale.
È importante leggere correttamente questo risultato: si tratta di uno studio trasversale, quindi mostra associazioni tra questi fattori, ma non permette di stabilire con certezza che uno sia la causa dell'altro.
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PERCHÉ CI RIGUARDA
Perché qualche volta lo stigma entra nelle nostre vite quasi senza che ce ne accorgiamo.
Può essere la difficoltà di raccontare agli altri quello che succede in famiglia. Il timore di essere giudicati. La sensazione che sia meglio non parlarne.
Combattere lo stigma significa allora anche creare luoghi nei quali i familiari possano parlare senza vergogna e senza sentirsi giudicati.
Ed è uno dei motivi per cui esiste AnCoraggio.
PER RIFLETTEREQuante volte il silenzio delle famiglie nasce dalla sofferenza e quante dalla paura dello sguardo degli altri?
