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PERCHÉ LA CONSIGLIAMO
Quando si parla di caregiver si parla giustamente di fatica, preoccupazione e carico. Ma l'esperienza di prendersi cura può avere anche altri aspetti.
Questa ricerca italiana prova a guardarli senza negare le difficoltà.
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CHE COSA HANNO CERCATO DI CAPIRE?
I ricercatori hanno coinvolto 136 caregiver di persone con schizofrenia cronica, provenienti da nove centri italiani.
Hanno studiato il funzionamento delle famiglie, il carico assistenziale e quella che gli autori chiamano crescita personale: la possibilità di riconoscere qualcosa di positivo appreso attraverso un'esperienza comunque difficile.
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CHE COSA HANNO SCOPERTO?
Circa la metà dei caregiver ha dichiarato di aver imparato qualcosa di positivo dalla propria situazione.
La crescita personale risultava associata a un buon funzionamento familiare, a un adeguato sostegno professionale e al sostegno e ai riscontri positivi ricevuti da parenti e amici.
Questo naturalmente non significa che la sofferenza faccia bene o che ogni caregiver debba trovare qualcosa di positivo nella propria esperienza.
Significa piuttosto che fatica e crescita possono, in alcune persone, convivere.
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PERCHÉ CI RIGUARDA
Anche noi familiari rischiamo qualche volta di essere raccontati soltanto attraverso ciò che perdiamo: tempo, energie, libertà, serenità.
Questa ricerca ci ricorda che la nostra esperienza può essere più complessa.
E soprattutto suggerisce qualcosa che ci riguarda molto da vicino: il sostegno professionale, familiare e sociale può fare la differenza anche per chi si prende cura.
PER RIFLETTEREPossiamo riconoscere ciò che questa esperienza ci ha tolto senza perdere di vista anche ciò che, qualche volta, ci ha insegnato?
